Il 12 Novembre Google ha lanciato Ancient Rome 3D su Google Earth, un modo facile e divertente per esplorare la città come era fatta secoli fa.
Attraverso Google Earth, studenti, insegnanti, turisti e storici possono:
Anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha apprezzato l’iniziativa ed ha inviato questo messaggio al Blog Ufficiale di Google
Aggiungere un commento a questo video è sprecato, se mai lo volessi fare sarebbe solo “fuffa”.
Allora mettiti comodo, alza leggermete il volume del tuo PC, se hai le cuffie indossale, abbassa leggermente la luce e … Ora, vai e guardati questo spettacolo di video…
Fifty People, One Question: New Orleans from Benjamin Reece on Vimeo.
Ho scovato questo video grazie a pandemia di Luca Conti
Origine del video http://fiftypeopleonequestion.com/
In fase preliminare di progettazione di un sistema di videosorveglianza una delle prime domande che ci si pone è: “Digital Video Recorder (VDR) o Network Video Recorder (NVR)?” Abbandonando a priori ogni altra tecnologia passata, del tipo: Video Recording Time Laps (VHS)
Vediamo di analizzare in primis quali sono le caratteristiche di base di uno e dell’altro sistema.
Dital Video Recorder (DVR)
E’ un apparato atto alla registrazione delle immagini video su supporto digitale. Di norma è basato su un PC con Software Windows o Linux, con ingressi video analogici (PAL o NTSC), normalmente da 1/4/8/16/24 e 32 ingressi. Il Video segnale in ingresso viene compresso attraverso delle schede di video compressione. Il segnale video digitalizzato viene reso disponibile per l’archiviazione sul supporto, di solito Hard Disk IDE, S-ATA o SCSI.
Diverse modalità di compressione video si sono susseguite negli ultimi anni, dalla compressione di tipo Jpeg, a Motion Jpeg, a Wavelet ed ora nella maggior parte dei casi si utilizza la compressione video MPEG-4. Avrete notato che non ho citato la compressione video MPEG-2, questa nei sistemi di videosorveglianza è stata decisamente ignorata o per lo meno utilizzata in rarissimi casi. Probabilmente non perchè di bassa qualità, ma per il suo framerate (4CIF@25fps=5.000Kbps), che non si sposava con il costo degli Hard Disk e la tecnologia dei PC del momento. Le prestazioni di un DVR possono andare dai 25/50 ai 400fps (immagini per secondo) disponibili comprensivamente per l’apparato e da suddividersi per il numero di telecamere collegate e registrate. Questo significa che un appartato con una velocità complensiva di registrazione di 25fps, potrà registrare al massimo 2,5fps per 10 telecamere collegate. Per registrare fino a 25fps in un DVR da 16 ingressi bisogna avere una velocità di registrazione complessiva di almeno 400fps. Da notare che in molti DVR la velocita di registrazione e la compressione dell’immagine è la stessa utilizzata per la trasmissione su rete.
Network Video Recorder (NVR)
Non lo definirei “un apparato” ma un “sistema di registrazione”, dato che fanno parte di esso diversi apparati, tra cui: le telecamere IP, i video codec, gli switch di rete ed il server di registrazione. Di norma il server di registrazione è una PC di ottime prestazioni ed elevate caratteristiche finalizzate alla registrazione di dati video streaming, che varia di potenza di calcolo dai 120Mbps ai 280Mbps. Un sistema di video registrazione NVR di norma può essere utilizzato sia in piccoli sistemi, anche con una sola telecamera IP, risultando estremamente conveniente se l’infrastruttura di rete è già esistente, ancor di più quando esisteste anche un server che possa accettare il software di video registrazione digitale. Un sistema di registrazione su IP non necessariamente è basato su telecamere IP, dato che il segnale video analogico può essere facilmente digitalizzato da un apparato di video codifica (semplicemente detto “codec”). L’utilizzo di codec esterni alla telecamera permettono di utilizzare liberamente telecamere analogiche con prestazioni diverse, oltre a poter integrare impianti esistenti di tipo tradizionale. Un codec video può codificare le immagini e renderle disponibili con uno streaming video di tipo Unicast o Multicast (rimando ad un prossimo post l’approfondimento). Gli streaming video disponibili in rete vengono presi e registrati dal Video network Recorder che provvedera ad indicizzarli per essere poi richiamati in un secondo momento.
Un NVR di ottime capacità permette di registrare anche fino a 70 telecamere (Video Stream) in contemporanea alla velocità di 25fps e compressione D1 (4CIF), per un baudrate di 4Mbps è necessaria una potenza di calcolo del server di almeno (280Mbps). Il che significa che se si registra ad un framerate di 12,5fps e baudrate di 2Mbps a parità di qualità di registrazione D1 (4CIF) si possono registrare anche fino 140 telecamere in contemporanea. (approfondimenti successivi verranno dedicati ai sistemi video su IP)
Tags: CCTV, DVR, IP, NVR, Progettazione, videoregistrazione, Videosorveglianza
INCONTRI CON LA PAROLA
No. 254 - Sotto i riflettori (Romani 13, 12-14)
Le telecamere ci hanno cambiato la vita, non è vero? Si possono usare per documentare fatti di famiglia, notizie nei telegiornali, produrre film e persino inserirle nel corpo umano per diagnosticare malattie. Oppure usarle all’insaputa della gente nei programmi “candid camera”, quelli con la telecamera nascosta. Le vittime della “candid camera” sono persone che fanno cose buffe, totalmente ignari che una telecamera li sta filmando e milioni di persone li stanno guardando. Se chi è filmato lo sapesse, non farebbe mai quelle cose che sta facendo e non direbbe mai quello che sta dicendo. Ovvio, le immagini riprese dalle telecamere nascoste non sono sempre divertenti e buffe - ci possono essere filmati incriminanti che documentano reati gravissimi, e quanti purtroppo ne abbiamo visti in televisione. Chissà quante volte le persone condannate da un filmato compromettente si saranno dette: “Se solo avessi saputo che mi stavano filmando…!”
Dio ha qualcosa da dirti a questo riguardo nella lettera ai Romani, capitolo 13, versetti 12 e seguenti - dove ci incoraggia a vivere come se fossimo sempre sotto i riflettori, con le telecamere puntate su di noi. Dio dice così: «La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri».
Vivi, Dio ti dice, come se fosse sempre pieno giorno, dove tutti possono vedere quello che stai facendo. Vivi come se i riflettori fossero continamente puntati su di te e le telecamere accese. Credete che certe persone le cui telefonate erano intercettate, avrebbero detto quello che stavano dicendo, se lo avessero saputo? Credete che certi personaggi influenti avrebbero incontrato individui di dubbia reputazione se fossero stati a conoscenza che una telecamera li stava filmando e quelle immagini sarebbero finite in tribunale? O che certi sms sarebbero stati spediti se chi li ha mandati avesse saputo che il cellulare sarebbe finito in altre mani? Credete che uomini pubblicamente conosciuti sarebbero andati con quella donna se avessero saputo che le loro foto avrebbero fatto il giro del mondo? E quello che non fanno i tribunali lo fa internet e YouTube.
Una delle paure più tremende della vita è la paura di essere scoperti. Per usare le parole del libro dei Proverbi: «L’empio fugge anche se nessuno lo insegue» (Proverbi 28,1). Quando infrangi la legge, devi guardare continuamente lo specchietto retrovisore. Se devi continuamente guardare lo specchietto retrovisore, non puoi mai rilassarti e goderti il viaggio. Viaggia libero e sereno solo chi non ha alcun motivo di aver paura - perché non ha niente da nascondere.
Dio vuole che tu viva in maniera trasparente, senza quel logorio paralizzante causato da scheletri nell’armadio, da segreti imbarazzanti che cerchi di occultare. Stai vivendo in maniera tale da non aver nulla da temere se una telecamera è nascosta nella tua automobile o tra le pareti della tua stanza o nel tuo ufficio o inserita nel tuo cellulare? Hai qualcosa di cui preoccuparti se una telecamera ti filma ventiquattro ore al giorno?
Ricordati che sei guardato, sei registrato più di quello che tu pensi. E non dal Grande Fratello di una rete televisiva, che è una montatura. La Bibbia dice che ci sarà un «giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo» (Romani 2,16). Gesù dice: «Non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato» (Matteo 10,26). E Dio ci ammonisce in maniera molto chiara: «Sappiate che il vostro peccato vi raggiungerà» (Numeri 32,23).
Quindi non illudere te stesso pensando che puoi farla franca. Vivi come se fossi sempre sotto i riflettori e l telecamera ti stesse filmando. Perché, di fatto, è così. E goditi la gloriosa serenità conosciuta solo da quelli che vivono queste liberanti parole: «Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno».
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto
don Luciano
Se ti è piaciuta questa riflessione o vuoi saperne di più visita Incontri con la parola
Tags: preghiera, religione, Telecamere, Videosorveglianza, vita
“L’associazione “… Per un sorriso ONLUS” si occupa dal 2003 di un gruppo di 20 bambini orfani e semi-orfani che provengono dal villaggio di Serupatthu, nello stato del Tamil-Nadu (India meridionale). L’opportunità di aiutare questi bambini è nata da Barbarbara in un viaggio in India, dove ha conosciuto la persona che, in loco, si sta occupando attualmente di loro. Visitando il posto dove i bambini vivevano e trascorrendo qualche giorno con loro, ha iniziato a pensare a cosa, di concreto, avrebbe potuto fare per aiutarli. Con l’aiuto della mia famiglia e di qualche amico ho incominciato così a raccogliere offerte, ho organizzato un incontro di yoga, una cena, ed altre piccole cose… e con il contributo di tante persone, piano
piano, la vita di questi bambini sta diventando più dignitosa. Cosi Barbara racconta, abbiamo costituito questa piccola associazione, a cui dedichiamo il nostro tempo libero, l’impegno e la nostra energia, per portare avanti il progetto di continuare a garantire a questi bambini la possibilità di vivere in un alloggio adeguato, di ricevere regolarmente cibo e cure mediche e soprattutto di poter offrire loro la possibilità di avere un’istruzione e, in futuro, di apprendere un lavoro che potrà renderli indipendenti. Abbiamo inoltre avviato alcuni lavori di ristrutturazione dell’alloggio in cui vivono, ampliando le stanze delle femmine, costruendo nuovi bagni con docce, rifacendo la cucina, installando zanzariere e ventilatori in tutte le stanze e abbiamo avviato il progetto di portare acqua potabile in casa.” Tutti coloro che volessero ricevere ulteriori informazioni o partecipare concretamente al progetto con una donazione o, in prima persona, svolgendo del lavoro di volontariato, possono contattare Barbara.
Aggiungo che con pochi euro (veramente pochi) si possono fare delle straordinarie cose, la prima è dare la speranza a questi bambini.
Associazione “…per un sorriso Onlus”
Tags: onlus, per un sorriso
Installazione tipicaLa progettazione di un sistema di videosorveglianza deve prevedere diverse conoscenze, che vanno dalla fotografia alle reti di comunicazione, passando per la meccanica per arrivare alle implicazioni legate alla legge sulla privacy. Forse, uno dei settori tecnologici che incontrano la più vasta gamma di interazione tra tecnologie diverse.
Un sistema di videosorveglianza, prevede di avere conoscenze in materia meccanica per la scelta dei materiali per una corretta installazione. Per prevenire sia il degrado dovuto alle intemperie, sia una stabilità della posizione della telecamera. Le vibrazioni continue possono influire sulla posizione preimpostata e quindi nel tempo potrebbe influire con i sistemi di Motion Detection o di analisi immagini correlati alla telecamera stessa.
Il braccio e la custodia della telecamera sono due parti fondamentali del sistema, dato che devono proteggere sia dalle intemperie che dai tentativi non autorizzati di spostamento dell’angolo di visione. Quindi, la scelta deve essere eseguita seguendo dei criteri ben precisi, al fine di garantire la massima stabiltà e disponibilità nelle diverse condizioni di esercizio.
Un’altro fattore determinante della buona riuscita del progetto è il palo di sostegno. In molti casi ho visto utilizzare pali di sostegno che normalmente vengono utilizzati per l’illuminazione. Questi pali, non hanno una buona stabilità, quindi, in situazioni di vento o vibrazioni le stesse vengono amplificate, per arrivare alla telecamera. Dobbiamo pensare che l’operatore non dovrà visionare solo ed esclusivamente quella telecamera, quindi l’oscillazione in contemporanea di diverse telecamere visionate non sarebbe un bell’esercizio per gli occhi di nessuno. Un palo di tipo circolare di diametro 20cm è un buon palo per essere utilizzato per altezze anche fino a 6m o una robusta staffa a parete.
Superato il fattore meccanico dell’installazione bisogna pensare al posizionamento e alla corretta angolazione per ottenere una ottiva visione dell’area da supervisionare. Tenendo presente che l’illuminazione naturale ed artificiale variano durante l’arco della giornata e dell’anno. Quindi, dovranno essere evitate il più possibile posizioni di visione verso l’orizzonte o verso fonti di luce con forte intensità.
Un immagine stabile, priva di oscillazioni e con variazioni di luce non repentine è la situazione ideale per essere utilizzata dai sistemi di registrazione, trasmissione digitale e analisi immagini. Un immagine poco stabile è causa di maggiore attività del encoder video, quindi in caso di utilizzo di un sistema di codifica con VBR (Variabile Bit Rate), si ha sempre l’utilizzo di tutta la banda disponibile, vanificando ogni effetto del VBR.
Tags: Progettazione, Sistemi, Videosorveglianza, Videotecnica
Che cosa è il fenomeno “social lending“? Letteralmente “prestito sociale“, ovvero è una sorta di comunità che attraverso un sistema peer-to-peer ha l’obiettivo di fornire/avere dei piccoli prestiti, facenti parte della categoria “credito al consumo“, diretta a tutti coloro i quali hanno bisogno di liquidità, con un tasso d’interesse sicuramente vantaggioso rispetto al mercato. Il social lending, infatti, è un sistema che mette in contatto domanda e offerta di denaro, esclusivamente tra privati. In alcuni Paesi della Comunità Europea e negli Stati Uniti d’America, il social lending è già una realtà da tempo e molto diffuso, da un anno circa è approdato in Italia con realtà solide quali Boober, Zopa, Smava o pretp2p. In pratica è un meccanismo di una semplicità disarmante: dato che chi ha il denaro a disposizione lo presta direttamente a chi lo cerca in prestito, ricevendo in cambio il capitale prestato maggiorato degli interessi previsti al netto delle commissioni. Al fine di garantire il più possibile la figura del “prestatore“, entrambi i siti, una volta ricevuta una richiesta di prestito da un “richiedente“, analizzano a fondo la situazione finanziaria di quest’ultimo per stabilire il grado di solvibilità. Una volta fatto ciò, il “richiedente” verrà collocato all’interno di una classe di credito che ne determina l’affidabilità. In Boober le classi di credito sono chiamate rating, o indicatore di rischio, e vanno dalla classe AAA alla classe D. In Zopa, invece, al profilo di credito, viene assegnata una classe tra le quattro previste: A+, A, B, C. In entrambi i casi, le classi migliori, per intenderci quelle in cui sono collocati i “richiedenti” più affidabili, sono rispettivamente AAA per Boober e A+ per Zopa. Ovviamente, tanto più si scende di classe tanto maggiore è il livello di rischio d’insolvenza del “richiedente”. Mediamente, il “prestatore” può decidere di offrire il proprio denaro ad un tasso d’interesse che oscilla tra il 7,50% e il 14%. Questa forbice è prevista per garantire maggiormente l’investimento rivolto a classi di rischio inferiori alla AAA di Boober e A+ di Zopa. C’è da dire che il prestito viene frazionato tra più richiedenti proprio per minimizzare il rischio d’insolvenza. Ad esempio, un “prestatore” che offre 500 euro ha il prestito frazionato su almeno 50 “richiedenti”, il che vuol dire frazionare il capitale in piccolissime trance da 10 euro l’una. Il rimborso del capitale prestato avviene a rate mensili ed in caso d’insolvenza da parte del “richiedente”, sia Boober che Zopa, incaricheranno una società di recupero crediti che attiverà gli stessi meccanismi usati normalmente dalle banche per ottenere il pagamento dell’insoluto. Entrambi i siti, ovviamente, facendo da tramite tra domanda e offerta, e mettendo a disposizione della comunità le soluzioni tecnologiche più idonee allo svolgimento dell’attività, ricevono in cambio delle commissioni in denaro che rappresentano il loro guadagno.
Tags: prestiti, prestito sociale, social lending
La nuova campagna Enel energia si chiama “gesti dimenticati“. Apprezzo questa campagna, dove ognuno può pubblicare su YouTube i suoi video dei gesti quotidiani dimenticati. Vi ricordate il nastro che si inceppava o i nastri abbandonati sulle autostrade gettati dalle auto in corsa?
Su http://www.gestidimenticati.it/ si possono rivivere le abitudini del passato e partecipare al fantastico concorso con la possibilità di vincere un palmare HTC PDA Phone Touch Pro, un cellulare Samsung I 8510, una fotocamera digitale Panasonic Lumix DMC - LX 3, due televisori al plasma 50” Samsung e due videocamere Sony HDRTG3E FHD. Per partecipare all’estrazione finale e vincere basta realizzare un video riproponendo le azioni che si era soliti compiere, fino a quando i cambiamenti sociali e tecnologici hanno modificato le nostre abitudini. Realizzato il video, c’è tempo fino al 15 dicembre per registrarsi su sito e caricare il proprio filmato. Entro il 28 febbraio 2009 una giuria di esperti valuterà le opere in gara per proclamare i vincitori. A partire dal 30 ottobre 2008, tutti i lavori inviati saranno pubblicati su Enel Channel http://it.youtube.com/user/enelvideo, il nuovo canale branded di YouTube nel quale l’azienda condivide i video delle sue numerose iniziative: dagli spot dell’ultima campagna di comunicazione, alle videointerviste a protagonisti d’eccezione fino a documentari di cultura e scienza. A questi contenuti digitali si andranno così ad aggiungere i nuovi “gesti dimenticati”.
Proverò sicuramente a creare un mio video e partecipare al concorso. Aspetto idee e possibili collaborazioni da parte di tutti.
Tags: Concorso, Gesti Dimenticati
A volte i sistemi di controllo dei varchi cittadini, possono essere di valido ausilio nel controllare il flusso di vetture non autorizzate. Questo tipo di applicazioni, molto diffuse nei centri storici per regolare il traffico vengono realizzati utilizzando dei pali interrati, detti dissuasori. Questi, normalmente fuori terra, quando si avvicina il mezzo autorizzato al passaggio si abbassano e scompaiono nell’asfalto.
Malgrado tutto, semafori e cartelli di divieto…capitano dei piccoli incidenti. Ho trovato questo su YouTube non conosco la provenienza, ma rende l’idea di come funziona, anche quando qualcuno tenta di attraversare il varco senza autorizzazione.
Ieri 3 ottobre sono stato alla Fiera di Roma, in occasione dell’expo zeroEmission. Fiera inerente il mondo tecnologico per la produzione di energie “verdi”. Un mondo di pannelli solari, tegole e vetri tutti pronti a raccogliere l’energia del sole e a trasformarla in elettricità e calore. Alla Fiera ho avuto diversi incontri tra cui il mitico Paolo Migone di Zelig.
La mia presenza in questa fiera, oltre alla pura curiosità personale, era soprattutto mirata ad individuare quali sono i rischi ed il capitale investito in un impianto di medie e grandi dimensioni, per individuare quali tecnologie ed applicazioni siano richieste e necessarie in questo ambito per la protezione delle strutture strategiche per la produzione di energia, per garantire la continuità di produzione ed erogazione del servizio. Camminando fra gli stand, sono diventato sempre più curioso, tanto da essere stato stimolato a installare un impianto per la mia casa. Vorrei tanto poter contribuire con un mio sistema di produzione di energia elettrica o termica con il solare o eolico, almeno per far andare il mio portatile e qualche lampadina…non pretendo la lavatrice o l’aria condizionata, giusto per iniziare a contribuire alla riduzione delle emissioni nocive per il nostro pianeta. Anche se poi mi viene pensato: “ma tutte queste pale, mulini e specchi, ma con quale energia sono prodotti?” …non approfondiamo che è meglio.

CSP Concentrate Solar Power
Un interessante progetto a cui mi sono soffermato, è quello del CSP Concentrate Solar Power di ENEA. Inizialmente questo progetto è nato con il contributo dell’Ing. Carlo Rubbia Premio Nobel per la Fisica, oggi alla guida del progetto l’Ing Fabrizio Fabrizi. Il sistema, in semplici parole si basa sul concentrare l’energia del sole su di un tubo, utilizzando degli specchi. Il tubo contiene dei sali fusi, che con il calore si fondono e circolano all’interno del circuito. La loro elevata temperatura permette di scaldare dell’acqua in una caldaia e produrre vapore. Il vapore prodotto vie utilizzato prima per spingere una turbina, poi, a temperatura più bassa, per la produzione di acqua calda per il riscaldamento remoto delle abitazioni o industrie. Il principio utilizzato non è così sofisticato, ma la tecnologia utilizzata è del tutto innovativa. Come tutti i sistemi solari, la loro curva di produzione è legata all’angolo di inclinazione del sole e alle condizioni meteo. Possiamo immaginare che: la produzione di energia ha un picco nelle ore centrali della giornata, per poi arrivare a non produrre durante la notte. Questo è valido per gli impianti Fotovoltaici che producono direttamente elettricità. Mentre ai Sistemi CSP, si è affiancato il concetto TREBIOS, una tecnologia innovativa a emissioni zero capace di sfruttare l’energia solare per produrre energia termica, acqua calda e fredda anche di notte o con la pioggia. È il progetto TREBIOS, l’impianto solare termodinamico dell’ENEA. Il progetto TREBIOS è stato presentato la scorsa settimana a Porretta Terme (Bologna) per l’expo ECOAPPENNINO 2008 (documento .pdf)
Tags: energie alternative, fotovoltaico, termosolare, zeroEmission